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Il Museo
Il Balsamico
1. La Consorteria
2. Definizione di “balsamico”
3. Tipicità del prodotto
4. Denominazione d'origine
5. Gli aceti alla “modenese”
6. Compare l'aggettivo “balsamico”
7. Il “balsamico” come elemento identitario
La Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale
Manifestazioni ed eventi
Cassettina per Balsamico appartenuta a famiglia patrizia modenese della Corte ducale estense (sec. XVIII)
Il Balsamico
della tradizione secolare

5 Gli aceti “alla modenese”


In tempi più o meno rapidi l’uomo è intervenuto sul semplice prodotto “aceto” per modificarne le caratteristiche e renderlo maggiormente appetibile negli usi domestici. Conseguentemente hanno fatto la loro comparsa gli aceti “speciali” insieme a quelli “aromatici”: l’aceto di moscato, quello al rosmarino, alla vaniglia, alle rose, l’aceto di Sanfar, quello dei quattro o dei sette ladri e tanti altri. È provato come fra questi, che si caratterizzano e distinguono sia per la materia prima usata, sia per gli additivi e le diverse metodologie cui vengono sottoposti da secoli durante la produzione, abbiano acquisito vasta fama gli “aceti alla modenese”.

Numerose sono le testimonianze, come quella dell’abate Lodovico Mitterparcher, professore ordinario di Agricoltura presso l’Università di Buda in Ungheria, il quale, nell’edizione italiana della sua opera Elementi di agricoltura ad uso delle scuole di Buda nel regno di Ungheria - edita a Milano nel 1794 - scrive: “È famoso anche l’aceto alla modenese”.

È importante tuttavia sottolineare come in tale circostanza l'abate scrivesse di "aceto alla modenese" senza usare il termine Balsamico per identificarlo. È probabile che fra gli aceti alla modenese appartenesse anche il Balsamico, ma non risulta verosimile l'inverso e cioè che tutti gli aceti alla modenese fossero balsamici, sia a causa dell'origine di quest'ultimo (solo mosto cotto) che per quanto si può rinvenire nelle ricette degli aceti alla modenese ricche di mescolanze con aceto di vino, droghe, liquirizie e quant'altro.