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Il Museo
Il Balsamico
1. La Consorteria
2. Definizione di “balsamico”
3. Tipicità del prodotto
4. Denominazione d'origine
5. Gli aceti alla “modenese”
6. Compare l'aggettivo “balsamico”
7. Il “balsamico” come elemento identitario
La Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale
Manifestazioni ed eventi
Modena, Palazzo Ducale
Il Balsamico
della tradizione secolare

6 Compare l’aggettivo “balsamico”

Non deve destare meraviglia la scarsità, se non addirittura l’assenza di documentazione, in epoca anteriore al 1800, relativamente alla produzione dell’aceto di mosto: il modo di ottenerlo a partire dalla materia prima immessa nelle botticelle e sottoposta alla metodica dei travasi e al lento trascorrere del tempo, è immancabilmente rimasto racchiuso in ambito familiare, e la trasmissione delle personali e particolari procedure di intervento, nonché delle esperienze di ognuno, di generazione in generazione è sempre avvenuto oralmente, contrariamente a quanto accadeva per gli altri tipi di aceto.

È certo, tuttavia, che storicamente appare emblematico l’anno 1747, durante il quale compare, per la prima volta, nei registri delle cantine della Corte estense l’aggettivo “balsamico”, attribuito ad uno dei tanti aceti lì presenti. Quell’aggettivo non può essere stato associato ad un prodotto comparso all’improvviso, al pari di qualche “aceto speciale” (aromatizzato o altro), dal momento che anche per ottenere un semplice buon aceto di vino occorrono tempi abbastanza lunghi. È più facile ritenere che la scelta sia stata del tutto consapevole, anche per far chiarezza nel ricco insieme dei prodotti presenti a Palazzo.
Al termine viene attribuito un carattere fortemente qualificante, dal momento che i “balsami” sono noti come essenze in grado di produrre sollievo e benessere a quanti vi ricorrono: sostanze particolarmente odorose, capaci di lenire i dolori e prevalentemente usate in farmacopea. Le loro proprietà, in questo caso vanno indubbiamente interpretate in senso figurato e riferite, oltre che alla particolarità dei profumi riconosciuti al prodotto, anche ad aspetti gradevoli dal punto di vista dei sapori.

Può anche apparire verosimile che l’aggettivo sia stato introdotto proprio per caratterizzare e distinguere, fra i tanti, un particolare prodotto, diverso da tutti gli altri.