Un’ambientazione particolarmente suggestiva, che riproduce l’interno di una botte, costituisce il “luogo” per eccellenza della storia, della produzione e quasi del ‘mistero’ del Balsamico: questa sala raccoglie infatti, in cinque sezioni distinte, gli strumenti e i momenti topici del processo che da secoli ci fanno amare il “nettare nero”.

Dai vigneti alla vendemmia, dalla pigiatura alla cottura del mosto si susseguono storie e tecniche antichissime, fino alla costruzione delle botti e all’acetaia, dove confluiscono sensazioni olfattive e gustative che ancora oggi proiettano sul visitatore il valore di una tradizione e il fascino di un mito.

Vengono presentati in rassegna strumenti per il trattamento delle viti, pigiatrici, paioli di rame e viene riprodotta una “bottega di bottaio”, in cui assumono importanza i legni della tradizione (come il rovere, il castagno, il gelso e il ginepro), la loro naturale stagionatura (fonte di aromi e profumi per l’aceto) e la lavorazione, rigorosamente artigianale, che li trasforma in botti, della capacità variabile tra i dieci e gli ottanta litri.

Infine, si incontrano le storiche cinque botti che furono della Famiglia Fabriani (XVIII secolo), di fronte alle quali si percepisce come, attraverso il possesso di una batteria, si possa determinare un forte senso di appartenenza, che può segnare l’identità di più generazioni.

Ad esse è stata affiancata una batteria moderna costituita da 10 botticelle per proiettare il passato nel futuro attraverso la realtà del presente.